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Tra razzi e telescopi
Francesco Paresce

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radiomarconi.com, giugno 2005

Tra razzi e telescopi

(Francesco Paresce, Tra razzi e telescopi, Di Renzo Editore)
Per nostra fortuna, la scienza tende continuamente alla ricerca di spiegazioni sempre migliori, più esaustive, e di una modalità interpretativa dei fenomeni realmente efficace. È questa l’opinione di Francesco Paresce il quale, con ironia e semplicità, qui ripercorre le tappe del suo itinerario scientifico, dei suoi studi e delle sue straordinarie conquiste.
A diciotto anni, varcando per la prima volta la porta di ingresso della facoltà romana di Fisica “Guglielmo Marconi”, decise fermamente che avrebbe tentato di mantenere il massimo riserbo riguardo al suo legame di parentela con il celebre inventore della Radio, suo nonno, affermando così la volontà di farsi strada appellandosi unicamente alle proprie forze, risorse e caratteristiche psicologiche.
Umile e paziente, tenace e fedele ai propri ideali, Paresce narra al lettore il suo vissuto – di uomo ancor prima che di scienziato – dinanzi alle meravigliose conquiste dell’Astrofisica, conquiste di cui egli seppe rendersi pioniere e divulgatore.
Le nuove imprese finalizzate alla scoperta della volta del cielo e al disvelamento dei misteri dello spazio, vengono affrontate e vissute da questo singolare scienziato alla stregua di meravigliose avventure, anche quando ne intuisce - o sospetta - la possibilità del fallimento.
Il continuo apprendimento, il prepararsi con tenacia e il saper fare tesoro delle esperienze – anche di quelle negative – costituiscono per Paresce massime di vita, strumenti da lui utilizzati soprattutto negli anni Sessanta per affrontare a testa alta la sfida rappresentata dagli USA, dove l’Astrofisica avanzava con passi da gigante, tra satelliti e grandi telescopi, attraverso le scoperte dei raggi x cosmici e delle pulsar.
Così, grazie alla sua ostinata volontà conoscitiva, Paresce riesce a riscattare persino il ruolo e la figura dello “scienziato italiano” all’interno di un vasto panorama culturale che, tuttavia, ben poco spazio e dignità conferiva all’Italia della ricerca e delle grandi scoperte scientifiche.
Lungo il suo itinerario di vita, trascorso “tra razzi e telescopi”, l’Autore, ha in fondo sempre e soltanto voluto cercare la verità, ricordandoci attraverso le pagine di questo libro che la teoria può indicare la direzione da seguire, ma che soltanto l’osservazione e le misurazioni possono realmente guidarci in tale ricerca.
Esortando ognuno di noi a non dimenticare mai che la verità stessa è relativa, Paresce conduce il lettore a riflettere sull’autentica utilità della scienza che, secondo la sua illustre opinione, risiede esclusivamente nell’aiutarci a distinguere il “probabilmente vero” dal “sicuramente falso”.

 

 

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