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Tra razzi e telescopi
Francesco Paresce

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Conoscere per sciegliere

 

di Fiorella D’Amico

 

L’evento che abbiamo organizzato fa parte di un vasto progetto di comunicazione dedicato alla formazione scientifica per la sensibilizzazione degli studenti e delle loro famiglie. La buona riuscita dell’operazione è stata sin dall’inizio una scommessa che il nostro gruppo ha voluto lanciare. A dichiararla vinta ha contribuito, senza dubbio, la preziosa collaborazione dell’editore Di Renzo che ha saputo affiancarci sia con il suo autore sia con un “atteggiamento” affatto usuale nelle Case Editrici.
Nell’incontrare Francesco Paresce abbiamo avuto il piacere e l’onore di conoscere e apprezzare uno scienziato di fama internazionale, uomo “speciale” dai modi eleganti e dalla straordinaria potenzialità di comunicazione. Utilizzando un linguaggio semplice e allo stesso tempo rigoroso è stato capace di trasmettere sapere e conoscenza, passione nel lavoro e fiducia nel prossimo: dinanzi ad  una platea costituita in prevalenza da un pubblico giovane e definito poco “ricettivo” il risultato è stato sorprendente.


Paresce è riuscito a coinvolgere tutti i presenti: genitori, studenti, insegnanti e dirigenti. Il suo messaggio solido e allo stesso tempo semplice ha lasciato ad ognuno di noi un pensiero di speranza, una carica ed un’energia tale da farci tornare al lavoro quotidiano con spirito rinvigorito e inaspettata  passione.
La scommessa di cui sopra riguarda forse la parte del pubblico cui attribuivamo la maggiore difficoltà ad entrare in questo contesto ed a recepire discorsi a volte difficili: ebbene durante la conferenza i genitori, molto attenti e coinvolti, hanno manifestato spesso il loro assenso semplicemente annuendo con il capo e mostrando il compiacimento di chi vuole il meglio per i propri figli. Ecco allora Paresce che consiglia ai ragazzi di scegliere una facoltà scientifica solo se veramente convinti e mossi da una autentica passione per le varie discipline che la compongono o eccolo a rimarcare l’importanza della conoscenza della lingua inglese o sottolineare quanto sia importante saper scrivere per poter comunicare al prossimo ciò che si è fatto. Solo una piccola citazione fra le tante “preziosità” dette: “Puoi aver fatto anche una scoperta eccezionale ma se nessuno lo sa non hai fatto niente e magari arriva qualcuno dopo di te che scrive e si becca il merito”; come dargli torto e soprattutto come non apprezzare in un pensiero così semplice la presenza dei “mattoni fondamentali” della educazione e della formazione. Conoscere e comunicare sono sempre state due azioni alla base del sapere umano e sono proprio quelle che dovrebbero guidare il lavoro degli insegnanti e l’ansia di apprendimento degli allievi.

Fiorella D’Amico

 

 

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