Global Navigation

Tra razzi e telescopi
Francesco Paresce

Main Navigation

Sub-Navigation

Content

 
Conoscere per sciegliere

 

Nella realizzazione di questo progetto ci siamo sentiti in piena sintonia con l’editore Di Renzo che, mediante la collana “I dialoghi”, si propone appunto la finalità di far conoscere in modo semplice e piacevole il mondo della scienza, gettando ponti tra questa e un pubblico giovanile sempre più attento e interessato.

Leggiamo in “Tra razzi e telescopi” che Francesco Paresce è nato a Londra l’11 aprile 1940. Sua madre era Degna Marconi la primogenita del grande scienziato Guglielmo Marconi. Fisico e astronomo, come il nonno ha sempre avuto l’idea fissa di provare, perché l’astrofisica è basata sull’esperienza. Dopo la laurea è andato a Berkeley in California dove ha cominciato con le ricerche per studiare i raggi X. Poi si è dedicato all’ultravioletto e all’infrarosso. Proprio a Berkeley e poi a Baltimora e Monaco di Baviera ha effettuato le sue ricerche più importanti.

Attualmente è il Responsabile Scientifico del Very Large Telescope Interferometer dell’European Southern Observatory (ESO), consigliere di amministrazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e Presidente della Marconi Society presso la Columbia University di New York. E’ autore di circa 150 articoli scientifici e ha ricevuto diversi premi dalla NASA. Nel 1974 ha inventato uno strumento oggi utilizzato ordinariamente in alcuni satelliti.

Per nostra fortuna, la scienza tende continuamente alla ricerca di spiegazioni sempre migliori, più esaustive,e una modalità interpretativa dei fenomeni realmente efficace. E’ questa l’opinione di Francesco Paresce il quale, con ironia e semplicità, ripercorre nel libro “Tra razzi e telescopi” le tappe del suo itinerario scientifico, dei suoi studi e delle sue straordinarie conquiste.

A diciotto anni, varcando per la prima volta la porta di ingresso della facoltà romana di Fisica “Guglielmo Marconi”, decise fermamente che avrebbe tentato di mantenere il massimo riserbo riguardo al suo legame di parentela con il celebre inventore della Radio, suo nonno, affermando così la volontà di farsi strada appellandosi unicamente alle proprie forze, risorse e caratteristiche psicologiche. Umile e paziente, tenace e fedele ai propri ideali, Paresce narra al lettore il suo vissuto – di un uomo ancor prima che scienziato – dinanzi alle meravigliose conquiste dell’Astrofisica, conquiste di cui egli ha saputo rendersi pioniere e divulgatore.

Il continuo apprendimento, il prepararsi con tenacia e il saper fare tesoro delle esperienze – anche di quelle negative – costituiscono per Paresce massime di vita, strumenti da lui utilizzati, soprattutto negli anni Sessanta per affrontare a testa alta la sfida rappresentata dagli USA, dove l’Astrofisica avanzava con passi da gigante, tra satelliti e grandi telescopi, attraverso le scoperte dei raggi x cosmici e delle pulsar.
Così, grazie alla sua ostinata volontà conoscitiva, Paresce riesce a riscattare persino il ruolo e la figura dello “scienziato italiano” all’interno di un vasto panorama culturale che, tuttavia, ben poco spazio e dignità conferiva all’Italia della ricerca e delle grandi scoperte scientifiche. Lungo il suo itinerario di vita, trascorso “tra razzi e telescopi”, l’Autore, ha in fondo sempre e soltanto voluto cercare la verità, ricordandoci attraverso le pagine di questo libro che la teoria può indicare la direzione da seguire, ma che soltanto l’osservazione e le misurazioni possono realmente guidarci in tale ricerca.

Esortando ognuno di noi a non dimenticare mai che la verità stessa è relativa, Paresce conduce il lettore a riflettere sull’autentica utilità della scienza che, secondo la sua illustre opinione, risiede esclusivamente nell’aiutarci a distinguere il “probabilmente vero” dal “sicuramente falso”.

Cesidia Bruno
Fiorella D’Amico

Sidebar

Footer