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Tra razzi e telescopi
Francesco Paresce

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James Joyce di Ariccia

 

di stefomec

 

Ma quanto è bravo Francesco Paresce! Ecco, questa frase può sintetizzare in modo sterile, ma efficace, il bellissimo incontro con l’autore tenutosi quest’oggi nell’auditorium del mio sempre eccellente liceo con il notissimo astrofisico, nonché nipote di Guglielmo Marconi (a proposito, non è un tipo che lo sventola a destra e a manca, anzi, casomai fa di tutto per nasconderlo!).


Si inizia con le classiche presentazioni delle organizzatrici, e poi la parola a questo 68enne che si è spiritosamente auto-definito vecchio bacucco, ma che vi posso assicurare è una mente fulgida e chiarissima!
Ci parla dell’astrofisica, dell’universo e delle stelle, del Sole e dei pianeti, e scredita pubblicamente le credenze greche che asserivano come la nostra stella fosse trainata da Apollo… e ci mancherebbe che non l’avesse fatto! Poi, dopo un buon 45 minuti di lectio magistralis sull’astronomia e quanto ne concerne, è iniziato il botta e risposta con gli studenti… fa-vo-lo-so! Tutte domande di grande interesse, dalla vita su altri pianeti al suo rapporto con la fede (a proposito, è agnostico ma riconosce il grande aiuto morale che la religione offre, e l’accetta) sino ad una controversa domanda su Roswell e l’Area 51, sulla quale si è espresso sull’assoluta non veridicità di quanto ipotizzato, ovvero dell’alieno, l’autopsia all’alieno e quanto già sappiamo, ma ha chiuso dicendo che gli scienziati si basano su concetti e idee universalmente accettate e che sono frutto di analisi scientifiche, e che quindi su questi argomenti non c’è un supporto della comunità tale da poterli dichiarare come veri.

Al di là delle specifiche conoscenze, peraltro enormi, mi è piaciuto notare come sia una persona simpatica, alla mano, umile, che usa un linguaggio piacevolmente semplice ma efficace, e che non si lascia spaventare da domande personali, come appunto il suo rapporto con la fede, che spesso possono suscitare reazioni inaspettate, soprattutto quando nella mente della persona prevale la razionalità e lo scetticismo, che ci ha invitato ad usare sempre.

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